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560. India...dolce dormire!

un giovane indiano dorme sopra delle zucche accatastate

Se oggi, dopo una notte passata in treno, potessi creare una nuova legge in India allora renderei il disturbo del sonno pubblico un reato.

Dormire sembra essere un dono che tutti possiedono per natura in questa terra, il valore che gli viene attribuito è quindi bassissimo. Nessuno abbassa la voce, per esempio, sapendo che nella stanza vicina ci siete voi che tentate di dormire.
Con il sole, e talvolta anche prima, iniziano i richiami a volume alto, le porte che sbattono, i piatti di metallo che non smettono di scontrarsi. I clacson per strada non conoscono ore di sosta, ogni momento è quello giusto per fare sentire la propria voce.


Ieri notte viaggiavo in treno notte. Un vagone di terza classe con aria condizionata, ovvero letti piu’ comodi che nella slepper class, coperte offerte dalle ferrovie, aria condizionata, ma nessuna cuccetta vera e propria. Ogni scompartimento √® composto da otto letti e non esistono porte di separazione.
Sono salita sul treno alle sette di sera, con l’intenzione di godermi il mio posto in alto leggendo un libro fino all’arrivo del sonno (che fortunatamente non tarda mai ad arrivare quando sono cullata da un treno). Sotto di me c’erano due coppie di mezza et√†, dall’aria benestante ed educata.
Leggere √® stato quasi impossibile: uno dei signori aveva una voce baritonale un po’ metallica che ho preso a odiare dopo appena un quarto d’ora –soprattutto perch√© non si fermava mai, l’altro signore invece deve avere sofferto di faringite perch√© ogni volta che tentava di prendere la parola cominciava a tossire fastidiosamente –ma con tenacia ci provava e riprovava, a volume sopra il livello di sopportazione. Le due signore erano meno irritanti, ma non stavano mai zitte.


Con molta difficolt√† sono riuscira a concentrarmi e a leggere. Poi, proprio quando il romanzo giallo mi aveva conquistato superando i decibel umano del vagone, la luce √® stata spenta. I signori hanno deciso che fosse l’ora di dormire, cos√¨ senza chiedere nulla hanno spento, e per una buona mezz’ora ancora hanno continuato a parlare e bisbigliare al buio.


Mi sono addormentata con una buona dose di nervoso da smussare e con il timore nel cuore che molto presto la mattina sarei stata svegliata dalla combricola.
Mi sbagliavo. A svegliarmi, circa una mezz’ora dopo che ero riuscita a disperdere il nervoso e addormentarmi, √® stato il controllore del treno, arrivato con voce squillante a chiedere alle signore di lasciare il loro posto letto, poich√© non erano posti prenotati da loro.
Il signore che tossiva ha iniziato una discussione, terminata nello stesso punto dove era iniziata: il controllore imperterrito a chiedere di spostarsi, il signore a difendere il proprio diritto a fare dormire le donne lì, addicendo a motivazione che ci si poteva accordare con i viaggiatori con regolare prenotazione scambiandosi i posti.
Nessuno si √® mosso. Dopo 4 ore di sonno dinuovo la voce, questa volta irritata del controllore. Erano arrivati i legittimi proprietari dei posti, una coppia con un bambino piccolo che reclamavano il proprio diritto alla prenotazione. Il signore della tosse ha cominciato a protestare rumorosamente e ha continuato ancora per dieci minuti dopo che sua moglie e quella dell’amico si sono spostate.
Nella notte il tipo con il mal di gola si è ancora svegliato due volte, forse con la sete o non so, chiamado a volume deciso la moglie che dormiva a 5 metri di distanza, senza curarsi assolutamente del bambino appisolato e di tutti noi, poveri passeggeri dello stesso vagone.


Io gli ho lanciato qualche insulto silenzioso, aspettando che ci fosse almeno uno “sccc” da qualcuno nascosto alla sua vista. Nulla, pare che nessuno sia stato disturbato, eccetto me.
Non essendo stato il mio primo viaggio in India, ero preparata all’incidente.

 


Il sonno in India non si rispetta: la mattina bisogna alzarsi alle prime ore dell’alba anche se non si ha nulla da fare, se √® tardi la notte non si rinuncia a chiacchierare animatamente e la televisione non si guarda se il volume non √® al massimo – a qualsiasi ora.


Per questo si consiglia di evitare alberghi frequentati da troppi o esclusivamente indiani. Non intendono disturbare il vostro riposo per cattiveria, semplicemente non ritengono che il sonno possa essere disturbato.
Se viaggiate un poco in India vi accorgerete che probabilmente sono nella ragione: gli indiani riescono a dormire ovunque e in qualunque condizione! Si allenano fina dai primi giorni di vita, quando condividono la stanza con molte altre persone.
Non appena salgono su un treno o un pulman si addormentano.

 

Sia come sia, non irritatevi. Evitate gli alberghi di categoria bassa con televisore in stanza, non rimanete in un hotel se sapete che ospita un gruppo di persone venute per un matrimonio o un compleanno e viaggiate con dei buoni tappi di cera (da portarsi dall’Italia) se proprio i rumori vi tengono svegli.


Intanto, non si viene in India per dormire, giusto?

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